Cephalanthera damasonium (Mill.) Druce: prima segnalazione per la provincia di Livorno

RIASSUNTO: In questa nota viene segnalato il primo ritrovamento di Cephalanthera damasonium (Mill.) Druce per la provincia di Livorno (Toscana, Italia centrale).
Parole chiave: Cephalantheradamasonium, Orchidaceae, Livorno.
 
SUMMARY: The first occurrence of Cephalanthera damasonium (Mill.) Druce in the province of Livorno (Tuscany, central Italy) is reported in this note.
Key words: Cephalantheradamasonium, Orchidaceae, Livorno.
 

Fig 1Introduzione

Cephalanthera damasonium (Mill.) Druce 1906 (syn.: C. pallens (SW.) Rich., C. latifolia Janch., C. alba Simonkai; basionimo: Serapias damasonium Mill. 1768; nome italiano: Cefalantera giallognola) è un taxon caratterizzato da distribuzione eurimediterranea appartenente ad un genere a distribuzione eurasiatica che comprende 15 entità.
La prima descrizione di questa specie è del botanico svizzero Jean Bauhin che nell'opera Historia plantarum universalis (AA.VV., 1651) scrive di "Damasonium alpinum sive Elleborine, floribus albis" (Fig. 1). Successivamente l'inglese Philip Miller nell'ottava edizione del Gardeners Dictionary la descrisse con il basionimo di Serapias damasonium Mill. (Miller, 1768), mentre fu George Claridge Druce che introdusse quello che è il binomio attualmente accettato (Druce, 1906).
Gli habitat in cui è possibile rinvenire questa specie sono costituiti prevalentemente da boschi di latifoglie, frequentemente in posizione ombrosa, ma anche ai margini di questi e nelle schiarite, sempre su suolo calcareo e ben drenato. In Italia è presente in tutte le regioni, tuttavia, se risulta piuttosto comune sull'arco alpino e nelle regioni prealpine, la sua presenza si dirada nella penisola e nelle isole dove, in realtà, risulta piuttosto rara (AA. VV., 2009).
Nel territorio della Provincia di Livorno il genere Cephalanthera era finora rappresentato da 2 specie: C. longifolia (L.) Fritsch, piuttosto comune e regolarmente ritrovata negli ultimi 30 anni sia nella parte continentale della provincia (Ansaldo et. al., 1988; Barsotti, 2000), sia nell'arcipelago (Mannocci, Barsotti, 1989; Fossi Innamorati, 1991; Foggi et al., 2001; Breiner e Breiner, 2001; 2002; Tyteca, 2003) e C. rubra (L.) L.C. Rich., segnalata nell'area livornese sul suolo labronico (Del Prete, 1977).
Quest'ultima specie, definita anch'essa relativamente rara soprattutto nelle terre basse delle regioni peninsulari, nella provincia di Livorno in certe stazioni è piuttosto abbondante, pur se con distribuzione apparentemente puntiforme (comunicazione degli autori). Diversamente, nonostante le frequenti indagini orchidologiche che hanno interessato il territorio livornese, C. damasonium finora non era mai stata osservata.

DescrizioneFig 2

La pianta è dotata di apparato radicale in cui da un breve rizoma si dipartono numerose radici carnose fascicolate, mentre lo scapo robusto, scanalato, e per lo più glabro, risulta più spesso eretto e compreso solitamente tra i 20 ed i 60 cm. Le foglie basali e le prime cauline di forma ovata-lanceolata (rapporto larghezza/lunghezza = 0,24-0,5) (Fig. 2) ad apice acuto costituiscono il miglior carattere diagnostico per poter distinguere C. damasonium dall'altra cefalantera a fiori bianchi, C. longifolia che, diversamente, ha sempre foglie lanceolato-lineari (rapporto larghezza/ lunghezza = 0,05-0,33) (Alarcon, Aedo, Flora Iberica web site) L'infiorescenza piuttosto lassa e solitamente più povera di quella che si osserva in C. longifolia, presenta fino a 13 fiori sessili le cui brattee fogliacee, piuttosto vistose, ovate e ad apice acuto, superano in lunghezza l'ovario (Fig. 3) (in C. longifolia sono sempre più corte e lineari).
I fiori senza sperone sono bianco crema e si aprono completamente solo qualora si presentino le condizioni di luminosità adatte. I sepali sono ovato lanceolati, il superiore spesso è ripiegato in avanti sui petali ovati ad apice ottuso e conniventi, che risultano più corti dei sepali. Il labello è anch'esso più corto dei sepali con epichilo cordiforme-reniforme ed ipochilo contraddistinto da una macchia giallognola e due lobi laterali arrotondati.

Fig 3Sito di ritrovamento

La prima stazione di C. damasonium in territorio livornese si colloca nella bassa collina a quota 140 m s.l.m., all'interno di un'area boschiva alle pendici orientali del Poggio Vaccaie, fra le località di Parrana San Giusto e Parrana San Martino, nel Comune di Collesalvetti. Si tratta di uno sperone calcareo formato da una scogliera fossile a coralli del Membro dei Calcari di Castelnuovo della Formazione del Calcare di Rosignano del Miocene superiore (Lazzarotto et al., 1990).
Il sito è caratterizzato da condizioni pedo-climatiche favorevoli per questa orchidea: un substrato rossastro basico e ben drenato in quanto ricco di piccoli frammenti di roccia calcarea proveniente dal disfacimento dei coralli della scogliera fossile sovrastante; il costone roccioso offre riparo dall'eccessiva insolazione e dagli agenti atmosferici, mantenendo un microclima sufficientemente fresco ed umido; inoltre, non è da sottovalutare l'effetto benefico fornito dal contesto fito-geografico circostante, un'area boschiva fresca, a prevalenza di Quercus cerris L., che contribuisce al mantenimento di una nicchia climatica/ambientale favorevole alla sopravvivenza della piccola popolazione. Nella nuova stazione sono state contate 12 piante, tutte caratterizzate da altezza mai superiore ai 30 cm, delle quali solamente 3 hanno portato a termine il processo della fioritura (con 3-6 fiori/pianta) e della successiva fruttificazione. Le piante rimanenti evidentemente non hanno raggiunto un adeguato stadio di sviluppo per produrre lo scapo fiorale.

 

Conclusioni

La flora orchidologica, sia per la rarefazione di molti habitat ai quali molte specie sono legate, sia per l'estesa attività di brucatura della porzione ipogea da parte di cinghiali, è particolarmente esposta al rischio di estinzione tanto che l'intera famiglia delle Orchidaceae è compresa nella lista di entità protette sul suolo nazionale e comunitario.
Anche se il territorio dei Monti Livornesi è stato a lungo esplorato nel corso di numerose indagini orchidologiche che spesso hanno fornito interessanti scoperte floristiche, C. damasonium un'entità che finora mancava nella ricca flora orchidologica livornese, anche se è accertata per la provincia di Pisa in ambienti collinari-montani come il Monte Pisano (Pierini et al., 2009) a circa 25 Km a Nord e la riserva di Monterufoli-Caselli PI) a circa 35 Km ad Est (Selvi, Bettini, 2004).
La scoperta di questa stazione, oltre a contribuire ulteriormente a descrivere il territorio livornese come zona particolarmente vocata per la flora orchidologica, deve fungere da punto di partenza sia per un'esplorazione più estesa della zona allo scopo della valutazione della reale distribuzione di questa entità, sia da stimolo per un nuovo approccio nello studio delle aree boschive, patrimonio naturale ricco in biodiversità da proteggere.

 

Bibliografia

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AA. VV., 2009. Orchidee d'Italia. Il Castello. Cornaredo.
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Barsotti G., 2000. Storia Naturale dei Monti Livornesi. Il Parco Naturale dei Monti Livornesi-Itinerari Natura. Belforte & C. Livorno.
Breiner E., Breiner R., 2001. Orchideen der Insel Elba. - Berichte aus den Arbeitskreise Heimische Orchideen, 18: 171-175.
Breiner E., Breiner R., 2002. Orchideen der Insel Elba - Fundortverzeichnis. - Berichte aus den Arbeitskreise Heimische Orchideen, 19: 82-84.
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Druce G. C., 1906. The Annals of Scottish natural history, 15: 225.
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Pierini B., Garbari F. Peruzzi L., 2009. Flora vascolare del Monte Pisano (Toscana nordoccidentale). Informatore Botanico Italiano, 41: 147-213.
Selvi F., Bettini D., 2004. La flora di Monterufoli- Caselli in Val di Cecina (Toscana): un'area protetta di rilevante interesse botanico. Webbia, 59: 349-393.
Tyteca D., 2003. Observations sur les orchidées de l'Ile de L'Elbe. L'Orchidophile. 158: 189-195. 
 

Extended abstract

In this note the first occurrence of Cephalanthera damasonium (Mill.) Druce in the province of Livorno (Tuscany, central Italy) is reported. In this area, the Cephalanthera genus was represented before only by the relatively common C. longifolia (L.) Fritsch and by the slightly rarer C. rubra (L.) L.C. Rich. The finding site is located between Parrana San Giusto and Parrana San Martino at 140 m a.s.l. The soil is alkaline and rich in fragments of limestone due to the shattering of the coralline reef rocks formed almost entirely from the skeleton of colonial corals of the upper Miocene. The observed specimens form a small population of twelve plants in lightly shaded and fresh but not wet conditions. Only three plants in this new site flowered during the season of the finding.

 
 
 
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