RIASSUNTO

In questa nota l'Autore segnala il primo ritrovamento in Toscana di titanite azzurra, avvenuto nella Valle del Rio Paganello a 3 km ad est-nord-est della città di Livorno. I cristalli sono stati individuati entro piccole fessure ricoperte da quarzo nelle argilliti del Cretaceo superiore, appartenenti alla Formazione di Antignano.

immagine copertina 21  

 

PAROLE CHIAVE: titanite, argilliti, Rio Paganello, Livorno

 


Tratto da: F. Sammartino, "La titanite azzurra della Valle del Rio Paganello (Livorno)", Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n.21 (2008)


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RIASSUNTO

Gli autori descrivono le Colline Livornesi attraverso immagini corredate da note sulle Biodiversità specifiche incontrate nei vari ecosistemi durante tre anni di osservazioni naturalistiche nel territorio della provincia di Livorno che si trova alle spalle della costa Toscano-Tirrenica nel Mare Mediterraneo.

La componente didattico scientifica prevale rispetto a quella sociologica, seppur entrambe si fondano nel testo per costituire una documentazione del tutto originale. Il principale aspetto del contenuto è rappresentato dallo studio "stato dell'arte" delle Biodiversità (già dinamico nei tre anni), utile per fare il punto su una situazione ambientale da confrontare in futuro.

Sensibilizzare il lettore ai concetti di conservazione e mantenimento del patrimonio boschivo e agricolo è l'altro, non meno importante, scopo. Infatti il libro contiene tratti di educazione ambientale utili a prevenire interventi antropici dannosi alla sopravvivenza delle Specie. Entrambi gli aspetti sono ritenuti importanti anche per implementare una green economy e un turismo collegato al flusso di crocieristi in arrivo nei porti di questa vasta area costiera.
Il lettore e lo studioso sono inoltre invitati a godere della bellezza del paesaggio collinare e delle opportunità fruibili durante le escursioni. Il libro consta di undici capitoli disomogenei che trattano e narrano ciò che un escursionista può casualmente incontrare nel percorso tra le colline.

Piante, fiori, libellule, farfalle, orchidee spontanee, ragni, crostacei, pesci, avifauna, licheni, mimetismi e curiose situazioni sono descritte, in maniera minimale e non esaustiva, mediante una metodologia mirata a far riemergere nella mente del lettore situazioni simili vissute durante le proprie escursioni ambientali.

Colline livornesi 1 colline livornesi 3

 


Tratto da: P. Pasquinelli, V. Carlesi, M. Tabone, F. Puccini , "Colline Livornesi: alcune Biodiversità specifiche", progetto non-profit della Provincia di Livorno, Assessorato Politiche ambientali e Energia. Pubblicato come supplemento al nr. 24 dei Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno (2011-2012)


AUTORI

  • Dott. Paolo Pasquinelli, biologo, componente del Laboratorio di Ricerca Sociale, Università di Pisa, socio del Gruppo Micologico Livornese e del Gruppo Botanico Livornese c/o Museo di Storia Naturale del Mediterraneo,Livorno.
  • Dott.ssa Valeria Carlesi naturalista, socia del Gruppo Micologico Livornese c/o Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, Livorno.
  • Sig. Massimo Tabone, tecnico, socio del Gruppo Micologico Livornese c/o Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, Livorno.
  • Sig. Fabrizio Puccini, tecnico, segretario del Gruppo Micologico Livornese c/o Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, Livorno.

 

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RIASSUNTO 

Nella media Valle del Rio Popogna, pochi km ad est di Livorno, sul versante sud del colle di Castellaruccio, è stato individuato un filone di quarzo mineralizzato a calcopirite con azzurrite e malachite secondarie.

Il filone di quarzo è stato frantumato ed i frammenti risulterebbero accumulati intenzionalmente in una sorta di deposito da cercatori di rame, probabilmente in epoca preistorica. Questo di Castellaruccio, è il più importante ritrovamento di azzurrite dei Monti Livornesi.

 
Parole chiave: Azzurrite, Rio Popogna, ricercatori di minerali, Età del Rame, Rio Popogna, Livorno.
 

Tratto da: Sammartino F.  "L'azzurrite di Castellaruccio, Rio Popogna (Livorno)",  Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno. 20:1-3 (2007)


 

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TITOLO COMPLETO

Primo ritrovamento di Neotinea maculata (Desf.) Stearn per la parte continentale della provincia di Livorno

 

 

RIASSUNTO
In questa nota viene segnalato il primo ritrovamento di Neotinea maculata (Desf.) Stearn per la parte continentale della Provincia di Livorno, Toscana, Italia.

 

PAROLE CHIAVE

Neotinea maculata, Orchidaceae, Livorno

 


Tratto da: V. LAZZERI, F. SAMMARTINO (2011-12) - "Primo ritrovamento di Neotinea maculata (Desf.) Stearn per la parte continentale della Provincia di Livorno" in Quaderni Museo di Storia Naturale di Livorno, 24, pp. 29-32. Contatti: Valerio Lazzeri, Franco Sammartino


 

INTRODUZIONE

Neotinea maculata (Desf.) Stearn (Famiglia Orchidaceae Juss., sottofamiglia Orchidoideae Eaton, tribù Orchideae (Dressler & Dodson) Verm., sottotribù Orchidinae Verm.) è specie a distribuzione mediterraneo-atlantica presente in Italia in tutte le regioni. E' entità assolutamente non comune in Toscana (Gestri, 2009; Pierini et al., 2009; Selvi, 2010), mentre in provincia di Livorno sinora era stata osservata solamente in ambito insulare (Bertacchi et al., 2005) all'Isola del'Elba (Fossi Innamorati, 1991; Rinaldi, 2002; Adamoli, Rigon, 2003) e a Capraia (Moris, De Nortaris, 1839; Foggi et al., 2001) dove risulta piuttosto rara.

Neotinea maculata si distingue per una certa indifferenza per quanto concerne il substrato mentre predilige decisamente le quote basse essendo presente dalla pianura sino al piano collinare dove popola ambienti di boscaglia, cespuglieti, boschi e ambienti prativi. E' inoltre più frequente in zone litoranee o non troppo distanti dalla costa, facendosi man mano ancora più rara verso l'interno (GIROS, 2009).

 

Immagine da Wikipedia Commons 

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Titolo completo:

Aree protette e biodiversità: strumenti per la conservazione della natura e gestione effettiva nel territorio della Provincia di Livorno

Parole chiave: normativa, conservazione della natura, Aree Protette, biodiversità, gestione

Il presente contributo è finalizzato alla presentazione di un quadro sintetico delle principali normative internazionali e nazionali nell’ambito della conservazione della natura, quali strumenti di pianificazione e regolamentazione del territorio e delle sue risorse, unitamente all’insieme di ulteriori normative di “settori paralleli”, in primis quelle riguardanti la gestione faunistica e agro-forestale, al fine di realizzare una gestione concreta ed integrata della “risorsa natura”. Quale spunto di critica discussione, viene riportata la destinazione differenziata del territorio della Provincia di Livorno, in rapporto all’istituzione e alla compresenza di differenti tipologie di “aree protette” (vd. Parchi Nazionali, Riserve Statali e Aree Marine Protette L. 394/91, Parchi Provinciali, Riserve Provinciali e ANPIL L.R. 49/95, siti della Rete Ecologica Europea Natura 2000, zone Ramsar ecc.).


Tratto da: 2010 – Ruggeri F. "Aree protette e biodiversità: strumenti per la conservazione della natura e gestione effettiva nel territorio della Provincia di Livorno". In: Museo di Storia Naturale di Rosignano Solvay (a cura di) "Codice Armonico 2010. Terzo Congresso di Scienze Naturali. Ambiente Toscano", ETS, Pisa, marzo 2010: 266-272.


 

In allegato il testo integrale del documento, corredato di immagini e bibliografia

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